ITA

The Memory Of You Still Hurts è la lettera più importante che potessi scrivere a te, Papà.

Questo progetto è l’inizio di un nuovo percorso, un modo per poter concludere un capitolo di sofferenza che dura da troppi anni. Da quel giorno, 4 dicembre 2008, la mia vita è cambiata. Mi sono dovuta interfacciare con parti di me che mai avrei voluto conoscere e che nel corso degli anni, ho compreso essere riconducibili solo ed esclusivamente a te. Ho cercato di contrastare con sofferenza e rabbia la tua presenza, prendendomi responsabilità troppo grandi. Sono più di dieci anni che non abbiamo un rapporto ma ogni emozione nei tuoi confronti è diventata immagine. Queste fotografie sono per me, per potermi dare finalmente la possibilità di raccontarti ciò che sento.

Sto ancora male per te ma vorrei farti sapere che mi dispiace, per entrambi. Vorrei farti sapere che, nonostante tutto, ti voglio bene.

The Memory Of You Still Hurts è un progetto autoriale, documentaristico-sperimentale e le singole fotografie non sono accompagnate da testi che ne descrivono il senso o l’azione. Per poter spiegare le scelte prese e l’iconografia, allego il seguente testo descrittivo:

The Memory Of You Still Hurts racconta del rapporto complesso fra me e mio padre. L’iconografia è suddivisa in tre elementi principali: autoritratti, fotografie di archivio e rappresentazione della natura. La mia intera ricerca fotografia fa focus su me stessa, sulle mie esperienze e dunque sulla mia identità. Ho iniziato a fotografarmi per necessità, analizzando e documentando le mie emozioni, che col tempo ho compreso essere intrinsecamente connesse alla relazione con mio padre. Le fotografie di archivio supportano la narrazione e la figura di mio padre, evidenziato in ogni scatto dipingendo il suo viso di rosso. L’elemento della natura subentra come metafora, rappresentando un luogo immaginario nel quale colloco attualmente il nostro rapporto.

All’interno del progetto è presente l’elemento del rosso, che rappresenta la sofferenza. Nelle fotografie di archivio, il rosso si presenta sotto forma di tempera, con la funzione di nascondere — ed allo stesso tempo evidenziare — il viso di mio padre. Negli altri casi, sono presenti scansioni del mio sangue.

La storia all’interno del progetto è a temporale, diventa flusso di coscienza e narrazione di anni di rapporto complesso. L’unico riferimento temporale è nella selezione delle fotografie di archivio, selezionate in modo crescente di età, fino a rappresentare mio padre alla mia età odierna: venticinque anni.

ENG

The Memory Of You Still Hurts is the most important letter I could write to you, Dad.

This project signifies the beginning of a new path; it’s a way to end a chapter of pain that has lasted for too many years. On December 4, 2008, my life changed.

I had to deal with parts of myself that I wish I had never discovered. And over the years, I have come to understand that these parts are related only and exclusively to you. I tried to fight your presence with pain and anger, taking on responsibilities that were too great. We haven’t had a relationship in over ten years, but every emotion that I have felt about you has become an image. These photographs gave me the opportunity to let you know how I feel. I’m still angry with you, but I want you to know that I’m sorry– for both of us. I want you to know that, despite everything, I love you.

The Memory Of You Still Hurts is an authorial, experimental-documentary project with photographs that are not accompanied by captions to explain their meaning or action. To clarify the choices made and the iconography of the project, I attach the following descriptive text:

The Memory Of You Still Hurts narrates the complex relationship between my father and I. The iconography is divided into three main elements: self-portraits, archive photographs and representation of nature. My entire photography research focuses on myself, on my experiences and therefore on my identity. I started photographing myself out of necessity, analyzing and documenting my emotions, which over time I understood to be intrinsically connected to the relationship I have with my father. Archival photographs support the narrative and figure of my father, highlighted in each shot by painting his face red. The element of nature takes over as a metaphor, representing an imaginary place in which I currently place our relationship.

Within the project there is the element of red, which represents suffering. In the archive photographs, red is presented with paint, and has the function to hide – and at the same time highlight – my father’s face. In other cases, there are scans of my blood.

The story within the project is timeless, it becomes a stream of consciousness and a narrative of years of complex relationship. The only temporal reference is in the selection of archive photographs, from younger to older, up to portraying my father at my current age: twenty-five.